Porta San Sebastiano vista dall'esterno, con le due torri merlate e l'arco di accesso tra le Mura Aureliane
Porta San Sebastiano, Mura Aureliane — foto: Ardeatino · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono monumenti di Roma che si visitano con il biglietto in mano e la coda alle spalle, e altri che si incontrano quasi per caso, camminando. Le Mura Aureliane appartengono alla seconda categoria: accompagnano chi si muove nel quadrante sud della città, compaiono tra i palazzi, si aprono in porte monumentali. Il punto in cui raggiungono la massima grandiosità è Porta San Sebastiano, la soglia da cui comincia la Via Appia Antica. Per chi soggiorna all'Appio Latino, il quartiere che si estende proprio a ridosso delle mura, è una visita quasi obbligata.

Una cinta per difendere Roma

Le mura prendono il nome dall'imperatore Aureliano, che ne avviò la costruzione intorno al 270 d.C., in un'epoca in cui la minaccia delle invasioni era tornata concreta. I lavori, rapidissimi, furono completati in pochi anni, sotto il suo successore Probo. La cinta originaria misurava circa 19 chilometri; oggi ne restano circa 12,5, una delle fortificazioni antiche più estese giunte fino a noi.

All'inizio del V secolo, sotto l'imperatore Onorio, le mura vennero profondamente rinnovate: l'altezza fu quasi raddoppiata, le torri rinforzate, le porte ridisegnate per essere più difendibili. Nel complesso la cinta contava centinaia di torri a pianta rettangolare e quattordici porte principali, oltre a numerosi passaggi minori. Il tratto tra Porta Latina e Porta San Sebastiano è tra i meglio conservati dell'intero circuito.

Porta San Sebastiano, l'antica Porta Appia

In età romana si chiamava Porta Appia, perché da qui usciva la Via Appia, la Regina Viarum. Il nome attuale deriva dalla basilica di San Sebastiano, che sorge lungo la stessa strada, più a sud. La porta fu costruita insieme alle mura e trasformata in età onoriana: le due torri semicircolari, poggiate su alti basamenti rivestiti di grandi blocchi di pietra, inquadrano un unico grande fornice, sormontato da un corpo merlato. È una delle porte più grandi e meglio conservate di tutta la cinta.

Nel corso dei secoli è stata testimone di passaggi memorabili. Nel 1536 Antonio da Sangallo la decorò come un arco trionfale per l'ingresso a Roma dell'imperatore Carlo V. Il 4 dicembre 1571 vi entrò in trionfo Marcantonio Colonna, reduce dalla battaglia di Lepanto, con un lungo corteo di prigionieri.

L'Arco di Druso e la Via di Porta San Sebastiano

Appena all'interno della porta, sul lato della città, si incontra il cosiddetto Arco di Druso. Il nome è frutto di un'antica attribuzione sbagliata: in realtà l'arco fu costruito intorno al 216 d.C. per sostenere l'acquedotto Antoniniano, che portava l'acqua alle Terme di Caracalla. Con la costruzione delle mura venne inglobato nel cortile fortificato che precedeva la porta.

Da qui, verso il centro, corre la Via di Porta San Sebastiano, un tratto urbano dell'Appia stretto tra muri di cinta e giardini. Lungo la strada, all'interno del Parco degli Scipioni, si trova il Sepolcro degli Scipioni, la tomba di famiglia di una delle più illustri casate della Roma repubblicana, scavata nel tufo nel III secolo a.C.

Il Museo delle Mura e il camminamento

All'interno delle torri di Porta San Sebastiano ha sede il Museo delle Mura, che fa parte del sistema dei Musei in Comune di Roma Capitale. Il percorso racconta, anche con plastici e ricostruzioni, la storia della cinta e delle sue trasformazioni. Il momento più emozionante è però la passeggiata sul camminamento di ronda: un lungo tratto percorribile, circa 350 metri, in parte coperto e in parte aperto tra i merli, intervallato da torri, da cui si guarda dall'alto l'inizio della Via Appia.

Consiglio pratico: orari, giorni di apertura e condizioni di ingresso del Museo delle Mura vanno verificati sul sito ufficiale dei Musei in Comune. Tenete presente che il museo, per la sua struttura, non è accessibile a chi ha difficoltà motorie, e che salite e scale sono parte integrante della visita.

Come inserirlo in una giornata

Porta San Sebastiano è il punto di partenza ideale per una giornata sull'Appia. Superata la porta si entra nel territorio del Parco Archeologico dell'Appia Antica, a circa 2 km dal B&B, e si può proseguire verso le Catacombe di San Callisto o rientrare attraverso il verde del Parco della Caffarella, a breve distanza a piedi da casa. Chi preferisce un itinerario lungo le mura può invece raggiungere a piedi la vicina Porta Latina, con la chiesa di San Giovanni a Porta Latina e il piccolo tempietto di San Giovanni in Oleo.

Il B&B Di Leo, all'Appio Latino, è una base comoda per scoprire questa Roma meno battuta: tre camere matrimoniali indipendenti, a breve distanza dalla fermata Furio Camillo della Metro A. Scoprite le camere e verificate le date nella sezione prenota.

La Roma delle mura e dell'Appia

B&B Di Leo è all'Appio Latino, a breve distanza dal Parco della Caffarella e dalla fermata Furio Camillo della Metro A.