Il Mausoleo di Cecilia Metella sulla Via Appia Antica, con la torre cilindrica in travertino e le mura merlate del castello medievale, tra pini e cipressi
Mausoleo di Cecilia Metella, Via Appia Antica — foto: Lalupa · Public domain · Wikimedia Commons

Gli antichi la chiamavano regina viarum, la regina delle strade. Avviata nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco, la Via Appia collegava Roma al Sud della penisola e, nel tempo, si riempì di tombe, mausolei e ville. Oggi il suo primo tratto extraurbano è uno dei luoghi più belli di Roma da percorrere con calma, a piedi o in bicicletta, tra pini marittimi, cipressi e grandi lastre di basolato consumate dai secoli. Il Parco Archeologico dell'Appia Antica si trova a circa 2 km dall'Appio Latino: una meta perfetta per una mezza giornata diversa.

Il punto di partenza: Porta San Sebastiano

L'itinerario classico comincia da Porta San Sebastiano, la più grande e meglio conservata delle porte delle Mura Aureliane, anticamente chiamata Porta Appia. Al suo interno ospita il Museo delle Mura, da cui si può camminare per un tratto sul cammino di ronda. Superata la porta si entra nella Via Appia Antica vera e propria: all'inizio la strada è asfaltata e stretta tra muri alti, quindi conviene fare attenzione al traffico nei giorni feriali.

Domine Quo Vadis e le catacombe

Dopo poco si arriva al bivio con la Via Ardeatina, dove sorge la piccola chiesa di Santa Maria in Palmis, conosciuta da tutti come Domine Quo Vadis. Secondo un racconto apocrifo, qui l'apostolo Pietro, in fuga dalle persecuzioni di Nerone, ebbe la visione di Gesù e gli chiese: "Domine, quo vadis?", "Signore, dove vai?". All'interno si conserva la copia di una lastra con due impronte di piedi, il cui originale è custodito nella vicina Basilica di San Sebastiano.

Proseguendo si entra nella zona delle catacombe cristiane: le Catacombe di San Callisto, che dal nostro quartiere distano circa 1,5 km in linea d'aria, e quelle di San Sebastiano, legate all'omonima basilica.

La Tomba di Cecilia Metella

Poco prima del terzo miglio antico si incontra il monumento simbolo della strada: il Mausoleo di Cecilia Metella, un enorme tamburo cilindrico rivestito di travertino, costruito nella seconda metà del I secolo a.C. per la figlia di Quinto Cecilio Metello Cretico, moglie di un Crasso, probabilmente figlio del celebre triumviro. Il fregio con i bucrani, le teste di bue scolpite, ha dato alla zona il nome di Capo di Bove.

Alla fine del Duecento la famiglia Caetani trasformò il sepolcro nella torre di un castello, il Castrum Caetani, di cui restano le mura merlate e le finestre gotiche: per questo il monumento ha un aspetto così particolare, metà romano e metà medievale. Il complesso fa parte del Parco Archeologico dell'Appia Antica.

Oltre Cecilia Metella: il tratto più bello

Superato il mausoleo, la strada cambia volto: il traffico si dirada, compare il basolato originale e ai lati si susseguono resti di sepolcri, iscrizioni e frammenti di statue, con la campagna romana sullo sfondo. È il tratto più fotografato e anche il più piacevole da percorrere in bicicletta, ma attenzione: le grandi pietre romane sono irregolari, quindi conviene usare i sentieri laterali in terra battuta e una bici con ruote adatte.

La domenica, la strada è di chi cammina

La domenica e nei giorni festivi, in fascia diurna, buona parte della Via Appia Antica è chiusa al traffico privato a motore e diventa una lunga isola pedonale, frequentata da famiglie, ciclisti e camminatori. È senza dubbio il giorno migliore per percorrerla. Gli orari della chiusura cambiano con le stagioni: verificateli sui canali ufficiali del Parco regionale dell'Appia Antica e di Roma Capitale.

  • A piedi: da Porta San Sebastiano a Cecilia Metella è una passeggiata impegnativa ma alla portata di tutti, con molte soste possibili.
  • In bicicletta: il Centro Servizi del Parco regionale, vicino al Domine Quo Vadis, offre informazioni e noleggio bici.
  • In autobus: diverse linee urbane percorrono il primo tratto della strada; consultate i percorsi aggiornati sul sito dell'azienda di trasporto romana.
Consiglio pratico: lungo l'Appia l'ombra è poca e le fontanelle rare. Portate acqua, cappello e crema solare, soprattutto tra primavera ed estate. Monumenti e aree visitabili hanno orari propri: controllateli prima di partire sui siti ufficiali dei due parchi.

Un'idea per la giornata

Dall'Appio Latino si può costruire un anello di grande fascino: la mattina la Valle della Caffarella, a breve distanza a piedi, poi l'Appia Antica fino a Cecilia Metella. Chi soggiorna al B&B Di Leo ha questo patrimonio quasi sotto casa, e la sera può rientrare con calma per riposare in camera. Date un'occhiata alle camere per organizzare il vostro soggiorno.

L'Appia a circa 2 km dalla vostra camera

Il B&B Di Leo si trova all'Appio Latino, a circa 2 km dal Parco Archeologico dell'Appia Antica: camere indipendenti con aria condizionata, Wi-Fi e macchinetta del caffè.