Gli archi in blocchi di pietra dell'Acquedotto Claudio nel Parco degli Acquedotti, con pini marittimi sullo sfondo e cielo blu intenso
Acquedotto Claudio, Parco degli Acquedotti — foto: Mario2912 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono luoghi che sembrano dipinti. Il Parco degli Acquedotti è uno di questi: una distesa di prati attraversata da file di archi romani che corrono verso i Colli Albani, con i pini marittimi a fare da quinta. Siamo nella periferia sud-est di Roma, eppure il paesaggio è quello della campagna romana immortalata da pittori e viaggiatori dell'Ottocento. Per chi soggiorna all'Appio Latino è un'escursione semplice e di grande effetto, da fare con la Metro A.

Un parco nato dall'acqua

Il parco si estende per circa 240 ettari e fa parte del Parco regionale dell'Appia Antica. Il suo nome deriva dalla presenza di sette acquedotti, romani e papali, che qui corrono in parte sopraelevati e in parte sotterranei, a testimoniare il grande sistema idrico che riforniva la città. Non a caso questa fascia di campagna era attraversata dalle condutture che portavano a Roma l'acqua delle sorgenti dell'Appennino.

L'Acquedotto Claudio, il più scenografico

Il protagonista assoluto è l'Acquedotto Claudio, avviato dall'imperatore Caligola nel 38 d.C. e completato da Claudio nel 52 d.C. Portava a Roma l'acqua dei Monti Simbruini, da una distanza di circa 70 km, e i suoi archi in grandi blocchi di pietra raggiungono in alcuni punti un'altezza impressionante. Camminare accanto a queste strutture, che resistono da quasi duemila anni, dà la misura dell'ingegneria romana più di qualsiasi libro.

L'Acquedotto Felice e il laghetto

Accanto agli archi antichi corre l'Acquedotto Felice, costruito tra il 1585 e il 1587 per volere di papa Sisto V: fu il primo acquedotto realizzato a Roma dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente e prende il nome dal nome di battesimo del papa, Felice Peretti. Le sue acque alimentano ancora un piccolo specchio d'acqua e un canale all'interno del parco, attorno a cui si radunano aironi e altri uccelli.

Nella parte nord-occidentale del parco si trovano anche i resti della Villa delle Vignacce, una grande villa romana, mentre in diversi punti affiorano tratti di altri acquedotti antichi e di basolato.

Un set a cielo aperto

La bellezza un po' malinconica di questo paesaggio non è sfuggita al cinema. Il Parco degli Acquedotti è stato set di film entrati nella storia, come La dolce vita di Federico Fellini, e più di recente La grande bellezza di Paolo Sorrentino, oltre a diverse serie televisive italiane. Riconoscere le inquadrature mentre si passeggia è un piccolo gioco per cinefili, e aiuta a capire perché registi e fotografi tornino qui ancora oggi: pochi luoghi riescono a tenere insieme, nello stesso sguardo, la grandezza di Roma antica e il silenzio della campagna.

Cosa fare nel parco

  • Passeggiare e correre: i sentieri in terra battuta sono amatissimi da chi fa jogging, soprattutto la mattina presto.
  • Pedalare: il terreno si presta alle bici da città e alle mountain bike, con lunghi rettilinei lungo gli archi.
  • Fotografare il tramonto: quando il sole scende dietro gli acquedotti, gli archi si stagliano contro il cielo arancione. È il momento più bello della giornata.
  • Fare un picnic: i prati sono ampi e, nei giorni feriali, spesso tranquilli.
Consiglio pratico: il parco è molto esposto al sole e l'ombra si trova soprattutto sotto i pini: d'estate meglio andarci la mattina presto o verso il tramonto, con acqua e protezione solare. I prati possono essere umidi dopo la pioggia. Per eventi, visite guidate o eventuali chiusure di aree consultate i canali ufficiali del Parco regionale dell'Appia Antica.

Come arrivare dall'Appio Latino

Il modo più semplice è la metropolitana: dalla fermata Furio Camillo si prende la linea A in direzione Anagnina e si scende a Giulio Agricola o Subaugusta, le fermate più comode per gli ingressi del parco. Il B&B Di Leo è a breve distanza dalla fermata Furio Camillo, quindi in poco tempo si passa dal quartiere ai grandi archi della campagna romana. Se vi piacciono i parchi archeologici, abbinate questa uscita al Parco della Caffarella e all'Appia Antica, tutti nello stesso grande sistema di aree verdi a sud-est della città. Trovate altre idee nella pagina sui dintorni.

Sulla stessa linea della metro

Il B&B Di Leo è a breve distanza dalla fermata Furio Camillo della Metro A, la stessa linea che porta al Parco degli Acquedotti. Animali ammessi su richiesta.