Ci sono itinerari romani che si fanno di corsa, tra code e selfie, e altri che chiedono di rallentare. Quello che unisce le Terme di Caracalla al colle dell'Aventino appartiene alla seconda categoria: poche centinaia di metri di dislivello, molto verde, chiese antichissime e uno dei panorami più fotografati della città, inquadrato in un modo che non ti aspetti. È una mezza giornata perfetta per chi soggiorna nel quadrante sud-est di Roma, come gli ospiti del B&B Di Leo all'Appio Latino.
Le Terme di Caracalla, una città dell'acqua
Le Terme di Caracalla si trovano a circa 3 km dal B&B. Furono fatte costruire dall'imperatore Marco Aurelio Antonino, detto Caracalla, che inaugurò il corpo centrale nel 216 d.C.: per questo in latino erano le Thermae Antoninianae. Ancora oggi le murature in laterizio, alte decine di metri, danno la misura di un complesso pensato per migliaia di persone al giorno.
Lungo un unico asse si susseguivano calidarium, tepidarium, frigidarium e la grande piscina all'aperto, la natatio. Le fonti antiche parlano di colonne colossali, pavimenti di marmi colorati, mosaici e centinaia di statue. Sotto i piedi del visitatore correva un labirinto di gallerie di servizio, con forni, depositi di legna, condotte e perfino uno dei più grandi mitrei conservati a Roma. Prendetevi il tempo di cercare i frammenti di mosaico pavimentale ancora in situ: danno un'idea concreta del lusso di un tempo.
Salire sull'Aventino
Lasciate le terme, l'Aventino è lì accanto: costeggiando l'area del Circo Massimo si imbocca la salita del Clivo dei Publicii, una delle strade più antiche del colle. In primavera, sul versante affacciato sul Circo Massimo, apre per alcune settimane il Roseto comunale, con oltre mille varietà di rose: se capitate nel periodo della fioritura vale la sosta, ma controllate le aperture sui canali ufficiali di Roma Capitale perché cambiano di anno in anno.
Arrivati in cima l'atmosfera cambia di colpo. L'Aventino è un quartiere residenziale di ville e conventi, con pochissimo traffico e un silenzio raro per una capitale: il contrasto con il centro storico, a pochi minuti, è sorprendente.
Il Giardino degli Aranci e Santa Sabina
Il nome ufficiale è Parco Savello, ma tutti lo chiamano Giardino degli Aranci. Fu progettato nel 1932 dall'architetto Raffaele De Vico proprio per offrire ai romani un nuovo belvedere, da aggiungere a quelli storici del Pincio e del Gianicolo. Un viale di pini a ombrello conduce alla terrazza che si affaccia sul Tevere: da qui lo sguardo spazia sui tetti di Trastevere fino alla cupola di San Pietro. Al tramonto la luce si fa dorata e la terrazza si riempie, ma l'atmosfera resta rilassata.
Accanto al giardino sorge la basilica di Santa Sabina, del V secolo, uno degli esempi meglio conservati di basilica paleocristiana a Roma. Non perdete il portale ligneo in cipresso, che conserva una delle più antiche raffigurazioni della Crocifissione giunte fino a noi. Secondo la tradizione, nel convento domenicano annesso san Domenico piantò un arancio: sarebbe proprio questa leggenda ad aver dato il nome al giardino vicino.
Il buco della serratura dei Cavalieri di Malta
Proseguendo lungo Via di Santa Sabina, oltre la chiesa dei Santi Bonifacio e Alessio, si arriva a Piazza dei Cavalieri di Malta, disegnata da Giovanni Battista Piranesi nel Settecento con obelischi, trofei e motivi decorativi che sembrano usciti da una sua incisione. Sul portone della Villa del Priorato si apre il famoso buco della serratura: avvicinando l'occhio si vede la cupola di San Pietro perfettamente incorniciata da un viale di siepi. Un colpo d'occhio che vale la fila che spesso si forma davanti al portone.
Come organizzare la giornata
Dall'Appio Latino il percorso più semplice parte dalla fermata Furio Camillo della Metro A, che si raggiunge a breve distanza dal B&B: si arriva a Termini e si cambia sulla linea B fino a Circo Massimo, a due passi sia dalle terme sia dalla salita all'Aventino. In alternativa potete combinare l'itinerario con il Colosseo e il Foro Romano, raggiungibili con la metropolitana e collegati al Circo Massimo da una piacevole passeggiata.
Calcolate scarpe comode, una borraccia (le fontanelle pubbliche non mancano) e almeno tre o quattro ore senza fretta. Orari e biglietti delle Terme di Caracalla cambiano con le stagioni: verificateli sempre sui canali ufficiali prima di partire. Poi, la sera, il rientro nella tranquillità delle nostre camere sarà il premio giusto per tutti quei passi.
Roma a portata di metro
B&B Di Leo è all'Appio Latino, a breve distanza dalla fermata Furio Camillo della Metro A: tre camere matrimoniali indipendenti con aria condizionata e Wi-Fi, da cui partire per Caracalla e l'Aventino.